La differenza tra la Mandevilla e la Dipladenia

La Dipladenia e la Mandevilla appartengono alla stesso genere.

Tanti anni fa imparai a conoscere per prima la Mandevilla. La posizionai vicino ad una cancellata del negozio che ogni giorno dovevo aprire e chiudere per proteggere le piante all’interno. Alla sera chiudevo e alla mattina riaprivo. In quel poco tempo la Mandevilla si attaccava alla ringhiera. La cosa incredibile si presentava col caldo. Mentre molte piante andavano in difficoltà la Mandevilla aumentava i fiori e la crescita.

Successivamente è arrivata la Dipladenia nei sui diversi colori bianco rosso e rosa. La moda l’ha lanciata al posto dei Gerani minata della farfallina che ne compromette la bellezza e lo sviluppo.

Questa moda ha nascosto quella che in realtà è una delle più belle rampicanti di sempre, la Mandevilla.

La Dipladenia è una Mandevilla per sanderi https://en.wikipedia.org/wiki/Mandevilla_sanderi ha la foglia lucida e piccola. Portamento cespuglioso e rampicante. Il fiore bianco della Dipladenia corrisponde alla Mandevilla Boleviensis.

Ricordiamo che le piante presenti su mercato sono ibridi di queste varietà originarie del Sud America.

La Mandevilla per amabilis o amoenia “Alice du Pont” ha la foglia rugosa e grande. Portamento rampicante.

La Mandevilla a differenza della dipladenia tollera meno il freddo. In inverno vanno riparate

Tabella di riferimento dei fiori

In questa tabella andiamo a vedere l’esposizione che i fiori preferiscono. Indichiamo anche l’esigenza di acqua. Con 1/2 intendiamo le piante che amano maggiormente la luce, mentre con 1/2 ombra indichiamo quelle che prediligono maggiomente le zone ombrose.

Esposizione soleEsposizione ½ soleEsposizione ombraEsposizione ½ ombraAcqua
AlissoXX   
Begonia foglia rossaX    
Begonia foglia verde     
Begonia pendula     
Bocca di leone     
Coleus  XX 
Diascia     
Elicriso f.carta     
Fiore vetro  XX 
Fuxia  XX 
Gazzania     
Geranio ederaXXXX 
Geranio pariginoXX   
Geranio zonaleXX   
GerberaX    
HeliotropiumXX   
IbiscoXX   
Jasminum     
Lantana     
Lobelia     
Mandevilla     
Nemesia     
Nuova guinea     
Ortensia     
Petunia     
Portulaca     
Rose     
Solanum jasminoides     
Solanum rantonetti     
Surfinia     
Tagete     
Zinnia 

Le piante fiorite

I concimi per le piante fiorite si dividono in liquidi o granulari.

Concimi liquidi: li consigliamo per i fiori e le piante d’appartamento

Concimi granulari: per le piante da giardino o gli arbusti in. cassetta

Stare attenti che concimare troppo le piante in vaso, a causa della salinità, ne può determinare la morte.

Le rose:

Concimare in autunno-inverno con Stalfert e Dermazoto nella dose del 50-50.

Trattare marzo – aprile – maggio con con fungicida ed antiparassitario.

Il periodo migliore per piantare le rose è in autunno. In questo periodo lavorano in prevalenza le radici, così da arrivare a maggio che sono nel pieno delle loro forza ed hanno una maggior resistenza.

Se non si è dei collezionisti, consiglio di piantare delle rose moderne rifiorenti, semmai anche profumate, al fine di avere una maggior continuità di fioritura.

È meglio una rosa di qualità che cento anonime.

I gerani:

Concimare con concime liquido una volta la settimana.

Proteggerli dalla Farfallina del geranio con prodotti a base di piretro dalla

Da qualche anno è comparso in Italia un nuovo insetto dei gerani, Cacyreus marshalli: è un lepidottero di origine africana in rapida diffusione nel nostro Paese che causa danni, anche molto gravi, alla pianta. La rapida diffusione è dovuta alle condizioni ambientali favorevoli ed alla totale assenza di antagonisti naturali.

I Tageti e le Dalie vanno protetti dalle lumache.

Le Azalee, le Camelie e i Rododendri sono piante che richiedono un terreno acido. Concimarli con Dermazoto, apportare Sequestrene o solfato ferroso. Correggere il terreno con lo zolfo poiché acidifica e con terreno acido.

Le Ortensie sono delle acidofile che stanno bene anche nei terreni argillosi. In inverno concimare con Dermazoto e Stalfert. Per rendere azzurre le ortensie si consiglia di evitare l’acqua di rubinetto, di acidificare e di apportare allume di rocca.

Gli Agrumi vanno concimati in marzo con Dermazoto e Stalfert .

A marzo proteggerli dalla larva minatrice con insetticidi a base di deltametrina e dalle cocciniglie con il insetticidi a base di deltametrina + Oliocin.

Nei vasi grandi pacciamare con la vulcanite, evita che il caldo o il sole asciughi troppo il terreno.

Le Surfinie vanno concimate una volta la settimana con concimi liquidi. Trattare con insetticida una volta al mese al fine di prevenire gli afidi che determinano la colla e quindi la sofferenza della pianta. Quando la surfinia diventa brutta, tagliare di un terzo la pianta.

I Ciclamini tenerli fuori all’aperto in inverno ma al riparo dai geli. Quindi di notte se è sereno e si prevede la gelata è meglio metterli in casa per poi riposizionarli fuori. Tenere pulito da foglie secche o da fiori sfioriti. In estate tenerli a mezz’ombra.

Qui a Bologna tra le annuali i fiori di vetro e le Nuove guinea (Impatients), seguono la regola del basilico ossia non piantarli prima della metà di aprile. Il Basilico quando si pianta in terra piena e non muore, ci informa che l’estate è arrivata. Il freddo o meglio gli sbalzi termici fermano la pianta. Questa regola comunque vale anche per le Begonie, le Petunie, i Tageti e per tutte quelle piante che amano il caldo. Mai anticipare l’estate a Bologna. E’ pericoloso.

Le Viole: si piantano a ottobre e durano fino a giugno-luglio. Sono le regine di Bologna. Grande resa e basso prezzo. In inverno si abbinano alle Camelie sasanqua, alle Iberis semperflorens, alle eriche, alle skimmie. In primavera si abbinano ai tulipani, ai narcisi, ai crocus, alle fritillarie, ai papaveri e ai myosotis. Successivamente vanno per conto loro finche non vengono soppiantate dalle altre annuali primaverili-estive.

Tutte le piante stagionali vanno periodicamente cambiate. A maggio si tolgono le viole per le begonie, i tagete o le petunie o i fiori di vetro. A ottobre si tolgono queste ultime per ripiantare nuovamente le viole.

La farfallina dei gerani

Da qualche anno è comparso in Italia un nuovo insetto dei gerani, Cacyreus Marshalli: è un lepidottero di origine africana in rapida diffusione nel nostro paese che causa danni, anche molto gravi, alla pianta. La rapida diffusione è dovuta alle condizioni ambientali favorevoli e alla totale assenza di antagonisti naturali.

L’adulto svolge attività diurna in luoghi caldi ed assolati e depone uova singole sulle parti tenere del geranio da cui fuoriescono larve bianche che penetrano nei fusticini dall’apice e vi scavano gallerie discendenti. Raggiunto l’ultimo stadio di sviluppo, le larve abbandonano la vita nascosta: forano i getti ed escono a nutrirsi di foglie, fiori ed apici vegetativi. In tale stadio la larva è di colore verde, pelosa e con bande dorso – laterali di colore lilla. Cacyreus marshalli compie in Italia 5-6 generazioni all’anno e per tale motivo è bene proteggere i gerani per un lungo periodo, onde evitare che a fine della stagione, le piante colpite dall’insetto si presentino parzialmente rinsecchite e defogliate, senza fiori e con i caratteristici fori d’uscita tondeggianti a livello degli internodi.

In prevenzione e in copertura trattare con prodotti a base di piretro come Zapi insetticida Aficida. Dosi 1-1,5 ml/al litro di acqua. Consigliamo il trattamento in prevenzione a marzo/aprile almeno una volta al mese come settembre/ottobre. A livello curativo 1 volta alla settimana fino alla scomparsa. Se piove va ridato.