Tabella degli Olivi

Vediamo le varietà di Olivi che consigliamo di piantare a Bologna. Non è la regola, comunque può aiutare nella scelta delle varietà. Ricordiamo che le zone adatte all’Olivo a bologna sono molto limitatate e soggette ad attenti valutazioni


OLIVI PER LA ZONA DI BOLOGNA.

VARIETA’OLIOMENSA%OLIONR.OLIVEAL KG  IMPOLLINATORIPROFILO ORGANOELETTRICO http://www.olimonovarietali.it
MAURINOX 18-22600-800Autoincompatibile, buona produttività, rustica resistente al freddo e all’occhio di PavoneAlbero media vigoria, portamento pendulo, chioma foltaPENDOLINO – LECCINO – FRANTOIOOli caratterizzati da un livello medio/intenso di fruttato, un livello medio di amaro e piccante, con sensazioni erbacee prevalenti e leggeri sentori di carciofo, mandorla fresca e pomodoro. 
MORAIOLOX 18600-800Autosterile, poco resistente al freddo e sensibile all’occhio di PavoneAlbero di media vigoria, assurgente, con chioma mediamente foltaFRANTOIO – PENDOLINO – MAURINOOli caratterizzati da un livello medio-intenso di fruttato, amaro e piccante, con sentori prevalenti di erba/foglia, carciofo e mandorla fresca, con leggere sensazioni di pomodoro. 
FRANTOIOX 18-22600-800E’ autofertile, ma l’allegagione migliora in presenza di alter cultivar. Le produzioni sono buone e costanti. E’ sensibile al freddo, alla rogna e all’occhio di PavoneAlbero di media vigoria, con portamento espanso, rami fruttiferi sottili e penduli, densità della chioma mediaMORAIOLO – PENDOLINO – LECCINO – MAURINOOli caratterizzati da un livello medio/intenso di fruttato, amaro e piccante, con sentore prevalente di mandorla fresca e leggere sensazioni di erba/foglia e carciofo. 
NOSTRANA DI BRISIGHELLAX     PENDOLINO – GHIACCIOLOOli caratterizzati da un livello medio-intenso di fruttato, amaro e piccante, con sentori prevalenti di erba/foglia, carciofo e mandorla fresca, con leggere sensazioni di pomodoro 
LECCINOX 14-18600-800Produzioni elevate e costanti, è autosterile e resistente al freddo e sensibile all’occhio di PavoneAlbero di media vigori, ha portamento espanso con rami fruttiferi penduli, la chioma è fissa.PENDOLINO – MAURINO – FRANTOIOOli caratterizzati da un livello medio di fruttato, un livello medio-leggero di amaro e piccante, con sentore prevalente di mandorla fresca e leggere sensazioni di erba/foglia e carciofo. 
PENDOLINOX 18-22600-800Parzialmente autofertile. Pianta rustica resistente al freddoAlbero di media vigoria, con portamento assurgente, con chioma rada ed espansaFRANTOIO – MORAIOLO-MAURINOOli caratterizzati da un livello medio/intenso di fruttato, amaro e piccante, con sentore prevalente di mandorla fresca e leggere sensazioni di erba/foglia e carciofo. 
BIANCHERAX 18-22400-600Autosterile, per fruttificare necessita della fruttificazione incrociata. Sensibile alla mosca. Resiste alle minime termiche LECCINO-PENDOLINOOli caratterizzati da un livello medio-intenso di fruttato, amaro e piccante, con sentori prevalenti di erba/foglia, carciofo e mandorla fresca, con leggere sensazioni di pomodoro. 
GHIACCIOLOX   Autoincompatibile, è resistente al freddo e ai parassiti, produttività alternante e non elevata.Albero di vigoria media-elevata, con portamento assurgente, chioma folta ed espansa Oli caratterizzati da un livello medio-intenso di fruttato, un livello medio di amaro e piccante, con sentori prevalenti di erba/foglia e pomodoro e leggere sensazioni di carciofo e mandorla fresca. 
UOVA DI PICCIONE X      
BELLA DI SPAGNA X14-18100-200    
CAROLEAxx18-22200-400    
GROSSA DI FAENZA        

L’olivo a Bologna

Questa pagina è dedicata all’olivo bolognese.

Lo stimolo a questo argomento lo devo ad una mia cliente, la signora Neri Antonietta, che mi ha portato un suo vecchio libro del 1838 “Memorie di agricoltura manifattura e commercio”, serie seconda, dove compare un articolo del professor Fulvio Gozzi “sulla necessità di coltivare gli ulivi particolarmente da seme nella provincia di Bologna”, dissertazione letta all’Accademia delle Scienze dell’Istituito di Bologna il giorno 9 febbraio 1837. In questo articolo Gozzi esorta i bolognesi a ritornare a coltivare l’olivo. E’ una spinta motivata non solo dall’entusiasmo, ma anche da considerazioni tecniche. Oggi è come nel 1837, è un ripetersi di cicli.

L’entusiasmo spesso non coincide con la realtà. Bologna è sicuramente una terra in cui si alternano il caldo e il freddo e quest’ultimo di certo non giova all’olivo, pianta sempre verde e in vegetazione. Ma l’olivo a Bologna c’è sempre stato, basta vedere il fossile di foglia di olivo rinvenuta a Mongardino di Sasso Marconi (vedi Baldini Alessandro “Notizie sull’olivicoltura bolognese” – Bologna : Accademia nazionale di agricoltura, 2003. – 36 p. : ill. ; 24 cm.). Anche quest’ultimo autore esorta i bolognesi, anche se con più cautela a ripiantare gli olivi.

L’esposizione sulle colline deve essere rivolta a levante (est) e mezzogiorno (sud) ottime per la produzione di olive. Il sud come esposizione è logica, mentre il levante fa riferimento alle famose galaverne bolognesi. Il sole, sorgendo, asciuga la brina ed evita i danni alle foglie dell’olivo.

In questi ultimi anni a Bologna sta ripartendo la corsa all’olivo che nei secoli scorsi era abbondantemente coltivato in collina. Basti pensare alle zone che prendono il nome dall’olivo tipo Oliveto nel comune di Monteveglio.

In vivaio trattiamo tutte quelle varietà di facile insediamento nel Bolognese:

Piante da 2/3 anni

DA OLIO: Frantoio, Maurino, Moraiolo, Leccino e Pendolino.

Iniziamo a provare anche le varietà da tavola.

DA MENSA: Ascolana e Uovo di piccione

DOPPIO USO: Carolea.

Ricordiamoci che il “dop” si ottiene con specie autoctone, quindi sarebbe indicato piantare piante ottenute da talee di vecchi olivi bolognesi. Questi ultimi producevano olive “tanto grosse, dolci e perfette al pari a quelle di Spagna”.

L’olivo bolognese nella storia si avvicina come coltivar alla grossa di Faenza.

L’esposizione deve essere a sud, sud-est o sud-ovest. La maggiore esposizione al sole favorisce la fotosintesi e quindi la produzione di sostanze nutritive a vantaggio della produzione. A Bologna il posizionamento a sud-est permette alla pianta di proteggersi dalle brinate e dalle galaverne.

L’olivo è una pianta ermafrodita autoincompatibile o autosterile: ogni pianta ha un suo impollinatore ed il vettore di riproduzione non sono gli insetti bensì il vento. Disporre le piante considerando questi elementi.

Gli impianti vanno fatti in primavera fuori dal gelo.

I sesti di impianto più diffusi vanno dal 5×5 al 6×5.

Anche se l’olivo è una pianta frugale non è sbagliato l’impianto di irrigazione che favorisce positivamente la produzione.

Lo sviluppo radicale dell’olivo non supera i 50- 80 cm di profondità.

Si consiglia di piantare olivi di due – tre anni franchi in vaso.

In ottobre per due volte a distanza di 15 giorni trattare con poltiglia bordolese che rallenta lo sviluppo della pianta, così da affrontare meglio l’inverno.

In primavera, fuori dai geli, concimare con Dermazoto. Mai concimare la pianta contro l’inverno. Interrare il concime nella zona prossima alla chioma. La dose è in funzione alla carica o scarica dell’annata. Il Dermazoto si usa 10/12 q.li/ha.

A Bologna si consiglia la potatura fuori dai geli primaverili. La domenica delle palme non è un caso. La potatura di Pasqua a Bologna è la migliore. Solitamente la Pasqua indica l’arrivo della primavera.

Per l’olio, non solo vendiamo le piante, ma in VIVAIO o CON VENDITA E-COMMERCE trattiamo le manine per raccogliere le olive, le reti di tutte le misure a nido d’ape o anti spine, i fusti in latta da 5 e 10 litri, le dame e le damigiane in vetro, i fusti in acciaio inox di tutte le misure.